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L'intelligenza in pericolo di morte è la descrizione di un dramma: la crisi della civiltà contemporanea. Marcel de Corte, filosofo, professore all'Università di Liegi, autore di molti volumi — tra i quali, di nostra edizione, La grande eresia — collaboratore di riviste e giornali in tutta l'Europa occidentale, tenta, di questo immenso dramma, una coraggiosa sintesi. Anzi, fa di più: ne prolunga il lento, inesorabile progredire, fino all'estremo limite di quella che si potrebbe definire una diagnosi clinica, toccando il male profondo che ha colpito la intelligenza umana e la minaccia di morte. Egli ci mostra l'uomo contemporaneo che scende precipitosamente la sua china sotto la spinta dell'uomo del XVIII secolo e delle sue « rivoluzioni ».
Le analisi impressionanti ed impietose di Marcel de Corte si rivolgono prima di tutto a quel mostro affascinante che è l'utopia, che si presenta oggi sotto molti travestimenti, uno più nocivo dell'altro, dal romanticismo della scienza alla informazione deformante. Si affama l'intelligenza, privandola del contatto col reale, mentre con i famigerati mass-media si stordiscono, si martellano, si lavano i cervelli del povero « popolo sovrano ».
Triste sorte dell'Uomo contemporaneo che si crede padrone dell'Universo, mentre è semplicemente affetto da una grave forma di dismisura...
Ma è anche vero, e ce lo conferma con illuminante forza Marcel de Corte, che ogni dismisura porta in sé stessa il proprio inevitabile castigo!