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Quest'opera, scritta due anni dopo la rivoluzione del 1948, è uno dei maggiori classici del pensiero tradizionale e controrivoluzionario e contiene una critica profetica della "civiltà moderna" come trionfo dell'anonimo.
L' Autore vede le cause di questa crisi nel rifiuto dei princìpi tradizionali in nome di una presunta indipendenza della ragione, e nella sostituzione di questi con i miti della "perfettibilità", del "progresso" e della Rivoluzione.
Donoso Cortes può essere considerato l'ultimo grande esponente ottocentesco del pensiero controrivoluzionario e, a distanza di un secolo e mezzo, la sua critica delle ideologie di derivazione deista e razionalista, dal liberalismo al socialismo, e la sua riaffermazione delle verità tradizionali non ha perduto vigore né attualità.