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Bagatelle per un massacro

Categoria: Ebraismo
Produttore: Corbaccio

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Anno: 1938 (Anastatica 2008)
Autore: L. F. Céline
Pagine: 335

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Contenuto

Sotto il cielo grigio di Courbevoie, città industriale a pochi chilometri da Parigi, nasce Louis-Ferdinand Auguste Destouches il 27 maggio 1894. Solo all’uscita del suo romanzo più famoso, Viaggio al termine della notte (1932), muterà il nome nello pseudonimo di Louis-Ferdinand Céline.
Céline è un bambino "intelligente, ma di una pigrizia eccessiva" secondo i suoi insegnanti; a diciotto anni si arruola nei corazzieri e a ventidue sposa Suzanne Hebout, una entraîneuse di qualche anno più vecchia di lui; tre anni dopo sposerà Edith Follet, figlia del direttore della Scuola di Medicina di Rennes.
La vocazione di medico è suggellata dalla laurea in medicina col massimo dei voti, nel 1924; attività che Céline svolgerà saltuariamente, dividendosi tra viaggi e letteratura. Nel dicembre 1937 esce con clamore Bagatelle per un massacro, dove la requisitoria antisemita si estende alla denuncia della decadenza dei francesi, degli europei, dei bianchi. Da allora in poi la polemica sul suo filonazismo lo accompagnerà per tutta la vita e oltre, caratterizzando diverse prese di posizione, esclusioni e censure verso tutta la sua opera. Il 17 settembre 1945 la legazione francese a Copenaghen chiede la sua estradizione; la notte stessa viene incarcerato. Cominciano le trattative tra i governi francese e danese: quest’ultimo rifiuta l’estradizione. Céline resta in prigione undici mesi.
La sovrapposizione tra opera letteraria e scelte ideologiche è una costante della vicenda esistenziale e creativa dello scrittore francese; spesso questo parallelo ha nuociuto alla diffusione dei suoi libri e, soprattutto, non ha permesso un sereno giudizio critico della sua scrittura, neanche dopo la sua scomparsa, avvenuta a Mendou il 1° luglio 1961 per aneurisma cerebrale.

Dal libro:

"Bisogna imparare — per non correre il rischio di rimanere più stupido, più opaco, più credulo di un vitello di una settimana — a scoprire la marca, la traccia, l'impresa, l'iniziativa degli Ebrei in tutti i cataclismi del mondo... in Europa, in America, in Asia... in qualsiasi luogo si preparano le ecatombi, la distruzione sistematica, accanita, degli spiriti e dei corpi ariani... Bisogna imparare a svelare nella pratica quotidiana, il colore, il tono, la vanagloria dell'imperialismo ebreo, della propaganda ebrea (o massonica), bisogna imparare a snidare, a determinare, in fondo a tutte le ombre, attraverso lutti i dedali parolai, attraverso le trame di tutte le calamità, dietro le smorfie, bisogna scoprire l'universale menzogna, l'implacabile megalomania conquistatrice degli Ebrei... le sue ipocrisie, il suo razzismo, talora larvato, talora arrogante, talora delirante. La sua impostura, l'enorme armamento di questo apocalissi cosmico, permanente.
Bisogna fiutare il diavolo da lontano... in tutti gli angoli... attraverso il mondo... tra i sottili paragrafi di qualsiasi fatto quotidiano apparentemente innocente... il segno del pollice, furtivo... appoggiato... segnaletico... la parola favorevole... lusingatrice... la messa in valore, francamente pubblicitaria... il denigramento sedicente imparziale... Nulla è indifferente per il Trionfo ebreo... l'addizione opportuna e anche fuori proposito di un decigrammo, di una mezza, sfumatura... per il successo della minima «presentazione» ebrea... Le facezie di qualsiasi ebreo, del più insignificante pittore ebreo, pianista ebreo, banchiere ebreo, vedetta ebrea, ladro ebreo, autore ebreo, libro di ebreo, commedia ebrea, canzone ebrea... aggiungono sempre una pietruzza, un atomo vibrante, all'edificazione della nostra prigione, la nostra prigione di ariani... Per la perfezione della tirannia ebrea, nulla è perduto. Questa colonizzazione interna si realizza con le buone o con le cattive, tra gli interessi e i ritmi ebrei del momento... In Francia, questa manomessa si mette per lo meno un po' i guanti... oh, non per molto tempo... tra poco, le carte saranno rovesciate, quelli che non saranno di quell'idea verranno senz'altro serviti e l'Ebreo apparirà agli sguardi ammirati del gregge prosternato, solido, implacabile, con la sferza in mano..."





 
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