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Revisionismo di Pio XII (Il)
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Contenuto
Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comu¬ne ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso*, sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui sei milioni di pretese vittime ebree di ciò che si chiama oggi "l'Olocausto" o "la Shoah".
Per coloro che lo desiderano, il solo mezzo per riabilitare la memoria del loro "papa oltraggiato" è quello di parlare il linguaggio della verità verificabile, dell'esattezza storica o, semplicemente, dei fatti.
In tal modo, si darà il caso che essi difenderanno le vittime, che si contano oggi a miliardi, della "mistificazione del XX secolo" (Arthur Robert Butz).
In appendice:
• Un falso: "la preghiera di Giovanni XXIII per gli ebrei"
• Secondo il Talmud, Gesù è immerso, per l'eternità, in escrementi in ebollizione
• Sei domande a Giovanni Paolo II a proposito di Edith Stein
• Una lettera di Henri Roques a Henri Amouroux
Robert Faurisson, nato nel 1929, ha insegnato letteratura francese moderna e contemporanea alla Sorbona; poi, all'Università di Lione 2, ha messo a punto un insegnamento di "critica di testi e documenti (letteratura, storia, mezzi di comunicazione)".
Nell'ambito del revisionismo letterario, egli ha pubblicato in particolare A-t-on lu Rimbaud? (Jean-Jacques Prévert, 1961; 3a edizione, La VieiUe Taupe, 1991) e A-t-on lu Lutréamont? (Gallimard, 1972). Nel campo del revisionismo storico egli ha pubblicato in particolare Mémoire en défen-se contre ceux qui m'accusent de falsifier l'histoire (La VieiUe Taupe, 1980) e, in quattro volumi, Écrits révisionnistes (1974-1998) (edizione privata, 1999).
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