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Castello dei rifugiati (Il)
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| | €20,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Il castello dei rifugiati è il capolavoro della stagione post-bellica di Celine, il romanzo in cui la materia autobiografica, gli orrori della guerra e la disperazione del perseguitato in fuga lungo le strade dell'Europa in fiamme ritrovano gli accenti «maledetti» del Voyage au bout de la nuit e di Mort à credit. I personaggi del romanzo, reali o irreali che siano — componenti del governo di Vichy, deportati, profughi... — si muovono in un mondo allucinante, come fantasmi di una umanità in sfacelo. In una rappresentazione potente della condizione umana si fondono angoscia e disperazione, satira ironia e sarcasmo.
Louis-Ferdinand Celine è lo pseudonimo di L.-F. Destouches, nato a Courbevoie (Seine) nel 1894, morto a Meudon (Parigi) nel 1961. Riconosciuto come scrittore di successo e maestro della letteratura contemporanea fino dagli anni 30, grazie ai due romanzi che gli valsero i favori del pubblico e della critica, compromise volontariamente la sua immagine pubblicando, più o meno negli stessi anni, due libelli violentemente antisemiti (recente è lo scandalo suscitato in Italia da uno di questi: Bagatelle per un massacro, pubblicato e subito tolto dalle librerie). Ormai emarginato dalla cultura ufficiale e dalla società civile della Francia, nel 1944 seguì l'armata tedesca in ritirata dal territorio metropolitano alla Danimarca. Arrestato e interna-to come collaborazionista, rimase quattordici mesi in carcere. Il castello dei rifugiati (in francese, D'un chateau l'autre) idi parte di una sorta di trilogia in cui Celine ha trasfigurato questa sua odissea attraverso il paese devastato dalla guerra.
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