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Complici di Dio (I) - Genesi del Mondialismo
Categoria: Guerra occulta
Produttore: EFFEPI
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Anno: 2009 Autore: Gianantonio Valli Pagine: Libro + CD per 4050 pagine, di cui 147 a stampa
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| | €28,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
Introduzione
I tempi confusi e poco comprensibili nei quali viviamo, resi esaspera-tamente tali da una ben individuabile ed occhiuta volontà, non possono non trarre beneficio dall'apparizione di un lavoro come questo del Valli che individua e spiega la scaturigine e il corso degli avvenimenti che rendono singolare la nostra epoca.
Si tratta di un'opera articolata e affascinante. Di non facile lettura, questo è vero; ma, se esige un pubblico attento, è però in grado di of-frirgli una mole di informazioni tale da fare di essa qualcosa di unico. Malgrado gli sforzi e la resistenza di talune frange, il mondialismo procede a passi da gigante e questo non solo grazie ai politici che, quale più e quale meno interessatamente, lo auspicano e vogliono imporcelo, ma grazie anche al comportamento di molti che, quanto a loro, sarebbero perlomeno restii ad un'accettazione supina di questo prodotto avvelenato made in USA, e che nondimeno lo agevolano con un buoni-smo d'accatto quasi mai disgiunto da un antifascismo patetico che affonda le sue radici più nel sentito dire che nel reale ed enuncia pretesi assiomi politici adducendo categorie etiche. Sarebbe un curioso esercizio applicare questo sragionamento al contrario. Se è vero che il fascismo è il male assoluto e pertanto non ne può conseguire che un totale rifiuto, una sorta di "antifa continua", allo stesso modo il bene assoluto dovrebbe essere posto alla testa delle nostre nazioni.Vogliamo uno Stato teocratico, declinabile secondo le varie confessioni, o più laicamente ci accontentiamo di un potere mammista, dato la mamma è sempre la mamma?
Mentre ci trastulliamo in questi innocui giochetti, gli euro-governanti si preparano a negarci anche l'ultimo barlume di libertà. Gli Stati mem-bri dell'Unione europea (novembre 2008) hanno infatti un paio d'anni per accogliere e fare propria una normativa che in nome della lotta al razzismo e blablabla ci costringerà, stando almeno alle attuali linee guida (gli eurocrati sembrano orientati ad una norma sulla falsariga della legge francese Fabius-Gayssot), ad accettare acriticamente le pretese verità sancite dal processo di Norimberga.
Di questo passo, e sulla spinta di alcune associazioni molto attive in questo senso, saremo tutti dotati di un euro-tappeto, rigorosamente blu e con tante stelle dorate, sul quale genufletterci - tre, quattro, cinque volte al giorno? - per ogni balzana idea che, di volta in volta, verrà in mente a questi sicofanti. La direzione verso la quale saranno rivolte le euro-preghiere non è ancora nota, ma riteniamo che lo Yad Vashem o Auschwitz possano giocarsi il primo posto.
Mala tempora currunt. E la cosa più assurda è che quegli stessi che, ormai fradici di politically correct non osano designare uno spazzino con il termine di "spazzino" nel timore di offenderlo, sono pronti, nella loro idiozia, a tollerare l'azzeramento della libertà di pensiero e di espressione. Questi stessi decerebrati che piangono per l'esecuzione in Texas o in Giappone di un criminale, magari pluriassassino, plaudono ad una costituzione europea - il trattato di Lisbona - nella quale la pena di morte è prevista esplicitamente, ma con l'accortezza di parlarne in una noticina di apparenza innocua, ed è prevista per reati dai confini così poco tracciati e tracciabili da destare sgomento. Fra questi vi è il reato di sommossa: resta da capire quand'è che una manifestazione diventa una sommossa. Ad libitum? Un omicidio è, nella sua oggettività, sempre e comunque chiaro e inequivocabile, ma una sommossa? Il giudice dell'udienza preliminare dr. Enrico Imprudente, un antesignano, si è, a quanto pare, mosso d'anticipo (forse aveva letto attentamento il testo del trattato) e in occasione dei tafferugli di Roma a seguito dell'uccisione di un tifoso da parte di un poliziotto (quel Sandri fatto fuori dall'agente Spaccarotella), ha visto nell'incendio di alcuni bidoni per la spazzatura un atto di terrorismo. I fatti di Pianura (posti di blocco e interruzione delle strade con cassonetti dati alle fiamme contro l'apertura di una discarica nel Napoletano) in quale modo vanno letti? Una manifestazione dai toni accesi o una sommossa punibile con la pena di morte? Lasciamo alle anime belle e disattente il compito di riflettere su questi dettagli e torniamo allo studio del Valli.
La vastità del lavoro - 4050 pagine, delle quali duecento di bibliografia per un totale di diecimila titoli - ci ha indotto a scegliere per la sua diffusione il supporto multimediale allegato al presente volume che dell'opera è presentazione e spiegazione.
Da un punto di vista tecnico facciamo presente che il file contenuto nel CD può essere velocizzato ove il lettore lo installi nel proprio computer.
Il file consente, inoltre, ricerche per parole o stringhe, il che agevola non poco la consultazione.
Un grazie sentito all'autore che ha dedicato vent'anni della sua vita alla stesura di questo libro che non chiameremo Summa, ma che ad una summa molto si approssima.
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