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Per padre il diavolo
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| | €31,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
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Contenuto
Il rapporto con l’Ebraismo resta centrale per l’identità cristiana. Nella visione cattolica, gli Ebrei, popolo teologico, sono stati "scelti" per portare il mistero di Dio nella storia.
La speciale "chiamata", ricevuta da Abramo e sancita nell’Alleanza mosaica, trova compimento con la venuta del Messia, l’incarnazione di Dio in Gesù Cristo, che fonda nell’Eucarestia e attraverso la Croce la "nuova ed eterna Alleanza" con l’umanità.
Con Cristo nasce il problema ebraico-cristiano, perché il "popolo eletto" non riconosce in Gesù il Messia prefigurato nelle Sacre Scritture. ma la questione, ancor oggi all’origine del rapporto conflittuale tra gli Ebrei e gli altri popoli della terra, anche non cristiani, sta nella natura della "grandezza" di Israele: la sua "elezione" si fonda soltanto sulla discendenza "carnale" da Abramo o sulla fede di costui nella Promessa di Dio?
Nel primo caso, quel popolo sarà stato benedetto per il fatto di essere figlio di Abramo. Se invece le benedizioni sono riservate alla fede nella Promessa, la sua discendenza terrena non è sufficiente.
Il saggio di Nitoglia non manca di rilevare le possibili contraddizioni della teologia cattolica post-conciliare in merito al rapporto con i "fratelli maggiori", ma lascia il lettore con un auspicio che, per un cattolico, suona come speranza, anche nei confronti del popolo già accusato di deicidio: «Se accetta Cristo sarà l’elemento migliore della Chiesa. Sarà, come spiega San Paolo, 'radice dell’ulivo fruttifero': la Chiesa».
Non deve diminuire o mutare, perciò, la carità stabilita dalla tradizione cristiana come strumento di comunicazione con gli Ebrei.
Una carità finalizzata alla conversione di Israele a Cristo, premessa alla fine dei tempi.
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