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Addetto alla sicurezza di Benito Mussolini dal 1937, e dal 1942 suo attendente, quindi in pratica sua ombra, Pietro Carradori ha messo alla porta, per oltre mezzo secolo, rinunciando a compensi anche ragguardevoli, non pochi cosiddetti storici italiani, americani, inglesi che da lui volevano soltanto pettegolezzi sulla vita sessuale del Duce.
Ora, giunto alla soglia dei novant’anni, e consapevole di avere cose ben più importanti da testimoniare sulla più grande personalità del XX secolo, ha chiamato uno storico di cui si fida e gli ha raccontato tutto quello che ha visto e che ha sentito.
Ne è uscito questo libro, “Vita col Duce”, che descrive la dimensione umana di Mussolini, la sua natura più vera, i suoi tormenti, le sue speranze, gli inganni di cui fu vittima, i gesti di generosità di cui fu capace, i numerosissimi personaggi (entrati nella storia) con cui venne a contatto, e che riapre in maniera clamorosa la pagina misteriosa della sua morte: mani omicide italiane, menti direttive britanniche.
Il libro è arricchito dalla narrazione di Luciano Garibaldi sulle vicende politico-militari italiane tra il 1942 e il 1945, e da una drammatica testimonianza di Luigi Gonfalonieri: quel giorno a piazzale Loreto.